Un servizio HRT mostra un nuovo reperto ceramico proveniente dal relitto romano già noto presso capo Letavica. Il recipiente è datato al primo secolo avanti Cristo. Il suo recupero non è un invito alla caccia al tesoro privata.

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Un nuovo reperto in un sito già noto

L’8 ottobre HRT riferisce di un recipiente ceramico da vino proveniente dal relitto romano presso capo Letavica, a Pag. Il servizio lo colloca nel primo secolo avanti Cristo, attribuendogli quindi circa 2.100 anni. Secondo il servizio, il relitto stesso era stato scoperto già nel 2018 da Vedran Dorušić. La novità è dunque la notizia sul recipiente, non la scoperta di una nave finora sconosciuta.

L’emittente pubblica ha parlato con persone coinvolte nei lavori e con l’archeologa Irena Radić Rossi dell’Università di Zadar. Questo rende rintracciabile l’origine della notizia. Il nostro articolo non si basa però su uno studio integralmente pubblicato di quel preciso recipiente, corredato di numero d’inventario, analisi e planimetria del ritrovamento.

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Che cosa non si può ancora raccontare

Un oggetto può cambiare il modo in cui immaginiamo la vita a bordo. Dal servizio pubblicato non si può stabilire con certezza se il recipiente appartenesse a una persona specifica, in quale occasione vi si bevesse o che cosa contenesse per ultimo. Sarebbero racconti vividi, ma inventati.

Manca anche una data confermata per un’esposizione pubblica. Chi desidera vedere il reperto dovrebbe quindi attendere un successivo annuncio dell’istituzione di ricerca coinvolta o di un museo. La notizia di un recupero non è ancora una nuova attrazione turistica con una visita prenotabile.

Mani guantate documentano piccoli frammenti ceramici su vassoi imbottiti in un laboratorio
Golden Beach / OpenAI ImageGen · illustrazione IA generale; non raffigura il reperto di Letavica né uno specifico laboratorio di ricerca
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I reperti subacquei vanno protetti

La legge croata sulla tutela e conservazione dei beni culturali richiede un’autorizzazione per le indagini archeologiche. Vieta inoltre la ricerca mirata di siti archeologici e singoli oggetti con metal detector, sonar a scansione laterale o apparecchi simili senza il relativo permesso. Sono esplicitamente compresi i siti subacquei.

Il nostro consiglio per gli avvistamenti fortuiti è semplice: non portare via o modificare nulla, non diffondere pubblicamente la posizione precisa del ritrovamento e informare l’autorità competente per la tutela del patrimonio oppure un museo. Per segnalare interventi non autorizzati, il portale statale indica l’ispettorato dei beni culturali come referente. Così una scoperta può contribuire alla ricerca, anziché diventare un souvenir privato del suo contesto.

Fatti

Fonti e data

Le fonti sostengono i fatti. Note di pianificazione e consigli sono valutazioni redazionali di Golden Beach.

  1. Senzacionalno otkriće u podmorju PagaHRT / Ante Kolanović, Dnevnik · 8 ottobre 2026, ore 19:50; verificato l’11 ottobreServizio sul posto e dichiarazioni dirette dei partecipanti; reperto ceramico, datazione e scoperta del relitto nel 2018; non una pubblicazione completa del ritrovamento
  2. Zakon o zaštiti i očuvanju kulturnih dobara · NN 145/2024Narodne novine / catalogo statale dei documenti · 2024; verificato l’11 ottobre 2026Obbligo di autorizzazione per le indagini archeologiche e divieto di ricerca tecnica non autorizzata di reperti, anche sott’acqua
  3. Inspekcija zaštite kulturne baštinegov.hr · Verificato l’11 ottobre 2026Referente per segnalare interventi non autorizzati sui beni culturali
Le informazioni possono cambiare. Prima del viaggio verifica la fonte primaria collegata.