Entro 300 metri dalla costa il limite è di 8 nodi. Motoscafi e mezzi a idrogetto possono iniziare a planare solo fuori da questa fascia. Lunghezza dell'imbarcazione, zone balneari, porti e norme locali determinano inoltre la distanza consentita.
Tre numeri rispondono a tre domande diverse
Sulla costa croata tre regole vengono spesso ridotte a un'unica frase. La fascia dei 300 metri stabilisce dove tutte le unità possono navigare a non più di 8 nodi. La norma sulla planata dice che motoscafi e mezzi a idrogetto possono iniziare a planare solo a più di 300 metri dalla costa. Le distanze minime determinano inoltre quanto un mezzo possa avvicinarsi alla costa in funzione della sua lunghezza.
Guardare soltanto il tachimetro può quindi non bastare. In determinate condizioni una piccola barca può avvicinarsi a meno di 300 metri dalla costa, ma deve procedere lentamente e non può planare. Una nave grande deve in genere restare più al largo. Porti, zone balneari, segnali per subacquei e divieti locali impongono ulteriori limiti.
Entro 300 metri: non più di 8 nodi
L'articolo 50 del regolamento croato sulla sicurezza limita a un massimo di 8 nodi la velocità di tutte le unità entro 300 metri dalla costa. Lo stesso limite vale nei canali stretti e negli accessi a porti e ancoraggi. Occorre navigare con particolare attenzione, così da poter manovrare e arrestarsi in tempo.
Otto nodi corrispondono a circa 14,8 chilometri orari. È un limite massimo, non una velocità da raggiungere. In una baia stretta, tra i bagnanti, presso un molo o con scarsa visibilità, anche 8 nodi possono essere troppi. Prevenzione delle collisioni e rispetto degli altri impongono sempre una velocità sicura adeguata alla situazione reale.
La planata comincia solo oltre la linea dei 300 metri
In base alla stessa disposizione, motoscafi e mezzi a idrogetto possono planare soltanto a più di 300 metri dalla costa. La norma non riguarda quindi solo le moto d'acqua. La viola anche un normale motoscafo a noleggio o in charter se entra in planata all'interno della fascia e corre sull'acqua con lo scafo sollevato.
Conta l'assetto reale di navigazione, non il nome dell'imbarcazione. La planata si riconosce dal netto cambiamento d'assetto dello scafo, dalla maggiore velocità e dall'onda di poppa più forte. Chi non è sicuro quando si trova intorno ai 300 metri dovrebbe allontanarsi ancora un poco e accelerare solo lì, purché carta nautica, traffico, meteo e divieti locali lo consentano.
La regola costiera per motoscafi, charter e moto d'acqua
Infografica con la fascia dei 300 metri, il limite di 8 nodi, l'inizio della possibile planata e le distanze minime legate alla lunghezza dell'unità
Le distanze minime dipendono dalla lunghezza dell'unità
Fuori dalle situazioni particolari, navi e unità lunghe almeno 30 metri non possono in genere avvicinarsi a meno di 300 metri dalla costa. Quelle da 15 a meno di 30 metri devono mantenere almeno 150 metri. Le unità inferiori a 15 metri possono normalmente arrivare fino a 50 metri dalla costa. Questi valori indicano la distanza, non la velocità consentita.
Un motoscafo di sei metri può quindi avvicinarsi fino a 50 metri dalla costa in una baia idonea, ma in tutta la fascia dei 300 metri resta limitato a 8 nodi e non può planare. La regola dei 50 metri non invita a passare a 8 nodi vicino a scogli, nuotatori o barche ancorate.
Entrare e uscire è consentito, ma solo lentamente
Una barca deve poter raggiungere la costa per entrare in porto, attraccare, ancorare o lasciare un ormeggio. Il regolamento prevede quindi deroghe alle distanze minime generali quando lo richiedono entrata o uscita, geografia locale o posto d'ormeggio previsto. Ciò non autorizza però un avvicinamento veloce.
In queste situazioni la velocità va ridotta quanto basta perché l'unità possa manovrare e fermarsi rapidamente. La rotta ragionevole è il percorso sicuro più breve verso il largo: scaldare il motore, mantenere la vedetta, controllare l'onda di poppa e accelerare solo fuori dai 300 metri. In porto possono comunque valere limiti inferiori espressamente segnalati.
Le zone balneari spostano il punto di riferimento
Nelle aree di balneazione segnalate e delimitate la distanza non si misura semplicemente fino alla riva asciutta. Le navi di almeno 30 metri devono restare ad almeno 300 metri dal confine della zona, le unità da 15 a meno di 30 metri ad almeno 100 metri e quelle più piccole ad almeno 50 metri. Un motoscafo non deve entrare nell'area balneare stessa.
Anche davanti a una spiaggia non delimitata da boe, il comandante deve aspettarsi la presenza di nuotatori. Piccole boe, materassini e persone con maschera e boccaglio sono difficili da vedere in controluce. La distanza formale non sostituisce quindi né la vedetta né un passaggio lento e ampio. I bagnanti possono nuotare molto oltre il bordo visibile della spiaggia.
Subacquei, porti e divieti locali hanno la precedenza
Da un segnale per subacquei chiaramente riconoscibile va mantenuta una distanza di almeno 50 metri. Nella pratica è spesso prudente lasciarne di più, perché i subacquei non riemergono necessariamente proprio sotto la bandiera. Rallentare, modificare presto la rotta e non passare tra barca d'appoggio e bandiera né attraverso un gruppo di sub riconoscibile.
Le capitanerie possono fissare regole più severe per singole baie, canali, porti o aree molto frequentate. Aree protette, parchi nazionali e zone in concessione possono avere ulteriori divieti di navigazione e ancoraggio. La regola nazionale dei 300 metri è quindi l'ossatura; carta nautica, avvisi, segnaletica e ordinanze locali la completano.
Come stimare 300 metri sull'acqua
Dal pozzetto 300 metri sembrano spesso meno di quanto siano. Un riferimento utile è la distanza sulla carta o sul plotter dalla linea di costa più vicina, non quella dal porto, dalla casa vacanze o dal promontorio visibile più prossimo. Nelle baie curve conta la distanza minima da qualsiasi punto della costa.
GPS e plotter sono ausili, non una linea di confine magica: precisione della carta, scala e posizione dell'antenna introducono incertezza. Chi vuole accelerare dovrebbe aggiungere un margine di sicurezza. Una barca a noleggio senza plotter non è esente: app cartografica, carta nautica, istruzioni del noleggiatore e una distanza volutamente generosa fanno allora parte della preparazione.
I controlli mostrano che la regola viene applicata
Nell'operazione Navigazione sicura 2026, il 20 agosto le autorità hanno controllato 30 navi e unità nella zona di Šibenik. Cinque delle otto violazioni accertate riguardavano velocità o planata non consentite. Secondo il ministero sono state inflitte sanzioni per complessivi 4.580 euro.
Anche durante un controllo congiunto a Krk in giugno la polizia ha accertato quattro casi di planata entro 300 metri. Non sono statistiche complete per tutto l'Adriatico, ma mostrano l'importanza pratica della norma. Capitaneria e polizia la controllano nella normale stagione estiva, non soltanto dopo un incidente.
56 violazioni non significano 56 casi di planata
Dal 31 agosto al 7 settembre la polizia marittima di Spalato-Dalmazia ha sanzionato complessivamente 56 diverse violazioni nella navigazione. Di queste, 15 riguardavano la planata non consentita in aree vietate oppure entro 300 metri dalla costa. Per ciascuno di questi 15 casi la polizia indica una sanzione di 400 euro.
Le altre 41 violazioni non devono essere trasformate a posteriori in infrazioni di velocità. Secondo la polizia, si trattava soprattutto di ancoraggio non consentito, sovraccarico e mancanza di abilitazioni, assicurazioni o vignette. Il bilancio vale inoltre soltanto per il periodo indicato e per l'area di competenza di Spalato-Dalmazia, non per l'intero Adriatico croato.
La regola semplice al timone
Vicino alla costa lo scafo resta nell'acqua: lentamente, con attenzione e senza planare. Si accelera solo quando si è certamente a più di 300 metri, nessuna regola relativa a balneazione, porto, subacquei o tutela ambientale lo vieta e traffico e meteo sono adatti. Al ritorno si riduce il gas ben prima della fascia dei 300 metri, non appena davanti al molo.
Questa abitudine è più semplice di una discussione sui metri stimati dopo un controllo. Protegge nuotatori, canoisti, subacquei, piccole barche e il proprio equipaggio dall'onda e da spazi di reazione ridotti. I 300 metri non sono una vessazione burocratica, ma il passaggio tra la vicinanza alla costa e la navigazione veloce.
Fatti
Fonti e data
Le fonti sostengono i fatti. Note di pianificazione e consigli sono valutazioni redazionali di Golden Beach.
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